Aprire un negozio nel settore alimentare

Nel 1998 la liberalizzazione del commercio attuata con la legge Bersani ha snellito le pratiche per aprire un negozio suddividendo le varie tipologie merceologiche in due macrocategorie, alimentare e non alimentare.

Sono state inoltre abolite de facto le licenze e quindi per aprire un negozio con superficie di vendita inferiore ai 250 metri quadri nei comuni con più di 10.000 abitanti ed i 150 metri quadri nei paesi con meno di 10.000 abitanti, non è più necessaria la licenza, ma è sufficiente inviare una segnalazione di inizio attività al comune in cui si opera.

Requisiti soggettivi e professionali per aprire un negozio di alimenti

Per esercitare un’attività commerciale non si necessita di particolari requisiti. La persona che intendesse avviare un negozio deve essere "capace di intendere e di volere", quindi essere maggiorenne, non essere interdetto per effetto di condanne penali, fallimenti o altre cause.

Non sono necessari requisiti professionali salvo il caso delle attività di vendita alimenti. Nel caso di commercio generi alimentari il titolare o almeno un proprio collaboratore devono essere abilitati ad operare con gli alimenti. L’abilitazione la si ottiene attraverso un corso (SAB) organizzato da enti regionali, provinciali o da istituti privati da essi appaltati. È un semplice corso che erudisce i frequentanti sulla normativa igienico-sanitaria e sul trattamento dei cibi.
Il corso è facoltativo se si ha lavorato nel settore alimentare o nella ristorazione per almeno 2 anni negli ultimi 5 oppure se si ha già conseguito un diploma di scuola alberghiera o equipollente o superiore.

 aprire un negozio di alimenti

Iter burocratico e amministrativo per un negozio di alimentari

Apertura partita IVA – Qualsiasi attività che produca un reddito annuo superiore ai 5 mila euro deve essere assegnata ad una partita IVA. Per aprire partita IVA è consigliabile appoggiarsi ad un commercialista che vi darà la sua consulenza per scegliere la forma sociale e il regime più conveniente. Le spese per aprirla sono bassissime, giusto qualche bollo.

Iscrizione all’INPS e all’INAIL in base al tipo di ditta o società aperta.

Iscrizione al Registro Esercenti di Commercio alimentare presso la Camera di Commercio.

Segnalazione di avvio attività al Comune – Inviare una comunicazione al municipio dove si attesta l’avvio dell’attività commerciale e che si rispetteranno le regole e le normative igienico-sanitarie vigenti.

Autorizzazione ASL - comunicare all'ASL locale l'idoneità del negozio dal punto di vista igienico sanitario almeno 30 giorni prima dell'apertura.

Ufficio informazioni per aprire un negozio

Lo sportello unico per le attività produttive (SUAP) c'è in ogni comune ed è sicuramente il primo passo da fare. Contestualmente è opportuno recarsi dal proprio commercialista o trovarne uno per conoscere tutti gli adempimenti fiscali del caso.

Fonte: Staff di Ristorazionefranchising.it

Data: lunedì 23 settembre 2013